venerdì 21 aprile 2017

(LB) Come si temeva, anche se la stampa occidentale ha sempre ignorato quanto stava per accadere, la Corte Suprema di Mosca, dove i giudici sono tutti controllati dal Cremlino come si è visto in decine di casi di omicidi politici sospetti, dissidenti mandati in gallera e reppressione di ogni tipo, ha deciso il peggio: i Testimoni di Geova sono un "gruppo terrorista" e dunque vengono dichiarati fuorilegge e per di più i loro beni saranno tutti confiscati. Si tratta di una decisione politica del governo di Putin, decisione inaudita e pericolosa di fronte alla quale c'è solo una via, quella della condanna, del rifiuto e del sostegno senza "se" e senza "ma" affinché ai Testimoni vengano restituiti tutto i diritti legali che spettano a una confessione religiosa in un vero stato di diritto dove la legge non dipende dai gusti, simpatie, timori o sospetti del governante di turno.
Nessuna altra confessione religiosa abbia benché il minimo dubbio al riguardo e tutti ricordino che la storia dimostra che spesso si comincia con i piccoli e deboli per poi toccare a tutti, soprattutto se non si è disposto ad essere ossequiosi con il potere.
Secondo l’Ufficio informazione pubblica del gruppo in Italia, "la situazione in Russia chiama in causa non semplicemente una confessione religiosa, ma diritti umani fondamentali. Una legge inizialmente rivolta a combattere il terrorismo si è trasformata in poco tempo in uno strumento assai efficace per combattere - e se possibile annichilire - tutto quello che non è “ortodosso” nella Federazione Russa". Ora, si aggiunge, "singoli Testimoni di Geova potrebbero essere perseguiti penalmente per il loro impegno nelle loro normali attività religiose, tacciati come “estremisti” e quindi considerati (e trattati) come fossimo terroristi".
La sede principale dei Testimoni, a Pietroburgo, dovrà essere chiusa insieme con altre 395 associazioni locali. In Russia i Testimoni sarebbero 170mila circa. In tutto il mondo sono 8 milioni.