lunedì 17 luglio 2017

L'Osservatore Romano
(Riccardo Burigana) «Le Chiese cristiane e il movimento ecumenico in Asia devono affrontare insieme la sfida della crescita del fondamentalismo religioso»: con queste parole l’arcivescovo protestante Willem T. P. Simarmata, moderatore della Christian Conference of Asia (Cca), ha aperto l’annuale incontro del comitato esecutivo nel sessantesimo anniversario di fondazione. Nell’incontro dal titolo: «Towards Revitalising the Ecumenical Movement in Asia», che si è tenuto a Chang Mai, in Thailandia, centrale è stata proprio la questione di come i cristiani devono affrontare la situazione, comune a tante realtà, dove il fondamentalismo religioso mette a rischio le riforme economiche e sociali che stanno contribuendo a trasformare diversi paesi asiatici.
Per Mathews George Chunakara, segretario generale della Cca, le Chiese cristiane sono chiamate a fare i conti quotidianamente con la crescita dell’intolleranza religiosa, che si manifesta in forme molto diverse, che mette a rischio non solo le recenti conquiste riguardo alla condanna della violenza, ma soprattutto quell’armonia spirituale che è una peculiarità della storia religiosa di tante realtà in Asia. Chunakara, che ha tenuto la relazione sullo stato delle attività della Christian Conference of Asia, si è detto convinto che è necessario riaffermare la missione del cristianesimo nel continente, cioè portare la speranza a tutti con l’annuncio della buona novella. Per i cristiani la priorità deve essere «la promozione dell’armonia religiosa e la costruzione di percorsi per la risoluzione dei conflitti».
Nell’incontro si è anche parlato dei progetti che la Cca sta promuovendo, soffermandosi su quelli che riguardano la formazione ecumenica dei giovani, il superamento delle discriminazioni, la lotta contro la violenza nei confronti delle donne. Uno spazio particolare è stato riservato alle comunicazioni relative all’imminente convegno missionario asiatico e alle iniziative per la celebrazione del sessantesimo anniversario della fondazione della Christian Conference of Asia. Proprio per sottolineare l’importanza di questi 60 anni di cammino ecumenico in Asia è stata lanciata la proposta di dedicare domenica 15 ottobre a una giornata di preghiera di ringraziamento al Signore per quanto fatto nella promozione di una sempre più visibile comunione tra i cristiani in Asia, anche grazie al superamento di pregiudizi e di divisioni che per decenni hanno frenato l’impegno missionario delle Chiese. Sempre nell’incontro del comitato esecutivo, si è posta la questione di favorire una «rivitalizzazione» dell’ecumenismo in Asia, cercando sempre nuove forme di collaborazione con la Chiesa cattolica. Su questo tema, nei giorni scorsi, sempre a Chiang Mai, si è svolto un incontro tra la Christian Conference of Asia, la Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia (Federation of Asian Bishops’ Conferences, Fabc) e l’Alleanza evangelica dell’Asia per cercare insieme di trovare una visione ecclesiologica condivisa, alla luce dell’esperienza delle comunità locali, per esprimere la pluralità delle tradizioni cristiane chiamate a costruire il regno di Dio. Le considerazioni finali dell’incontro sono state considerate una fonte preziosa dal comitato esecutivo della Cca per comprendere cosa fare e come vivere l’unità della Chiesa nella diversità nel continente asiatico in modo da contrastare con la gioia della speranza cristiana fondamentalismi e intolleranze. L'Osservatore Romano, 17-18 luglio 2017.