lunedì 17 luglio 2017

Camerun
La Chiesa camerunense riceve le spoglie di mons. Bala ma la verità sulla morte è ancora lontana
(a cura redazione "Il sismografo")
(FG) «Un brutale omicidio». Così la Conferenza episcopale del Camerun si è di nuovo espressa sulla morte del vescovo Jean Benoit Bala, la cui morte - risalente tra maggio e giugno scorso -  è ancora avvolta in circostanze misteriose. Nel frattempo la stampa locale ha informato che, lo scorso fine settimana, la salma del vescovo Bala è stata finalmente prelevata dalla sala mortuaria nella speranza di poter celebrare i funerali, già annullati una prima volta a metà giugno per questioni legate alle indagini, subito dopo la chiusura dei lavori del Sinodo dei vescovi dell'Africa centrale ma anche questo secondo tentativo sarebbe stato fermato dal Vaticano, che ha espressamente richiesto che venga fatta chiarezza sull'episodio prima che vengano celebrate le esequie.
Più di sei settimane fa il corpo di mons. Bala veniva ritrovato nel fiume Sanaga, all'altezza del ponte d'Ebebda, a 80 km dalla capitale camerunense. Una prima ricostruzione ha fatto propendere le indagini per il suicidio ma i numerosi segni di violenza ritrovati sulla salma del presule hanno presto dissipato i dubbi all'interno della comunità cattolica e anche oltre. La tesi della morte volontaria continua tuttavia a essere avanzata dalle autorità locali: il referto di una prima controversa autopsia è stato aspramente contestato dai familiari di mons. Bala e dagli altri vescovi del paese il presidente dei quali, mons. Samuel Kleda, sostiene che la morte del suo confratello sia da imputare a «nemici misteriosi che stanno combattendo la chiesa locale».

Nato nel 1959 a Oweng (Mbalmayo), monsignor Jean Benoit Balla era stato nominato vescovo di Bafia nel 2003, al termine dei suoi studi di filosofia e teologia presso il seminario Nkolbisson. La sua diocesi, eretta nel 1968,  dipendente dall'arcidiocesi di Yaoundè, comprende una popolazione di 330mila abitanti e conta almeno 200mila cattolici, 15 parrocchie e 21 sacerdoti.