venerdì 27 ottobre 2017

L'Osservatore Romano
È una crisi senza fine quella che sta vivendo il Venezuela, nella morsa di uno stallo politico e istituzionale che ha gravissime conseguenze sulla popolazione. A certificarlo è la Caritas, secondo cui quasi 300.000 bambini venezuelani rischiano oggi di morire per la malnutrizione. Susana Rafalli, rappresentante della Caritas nel paese sudamericano, ha avvertito della grave situazione che la popolazione è costretta ad affrontare a causa della mancanza di cibo e di medicinali. Ieri, in un incontro con la stampa estera, è stato presentato un rapporto che fotografa la situazione critica degli ospedali e dell’aumento delle malattie e delle epidemie che «stanno decimando silenziosamente la popolazione» dicono gli esperti. Secondo il rapporto della Caritas, la quantità e la qualità degli alimenti sono diminuite a causa di carenze croniche di prodotti e dello spaventoso livello di inflazione. La Caritas aiuta la popolazione più povera e vulnerabile in quattro stati: Distrito Capital (l’area di Caracas), Vargas, Miranda e Zulia, dove circa il settanta per cento della popolazione soffre di un grave deficit nutrizionale. Ogni settimana muoiono cinque o sei bambini a causa della malnutrizione. La proiezione realizzata dalla Caritas è che quest’anno saranno oltre 280.000 i bambini che potrebbero morire a causa della fame.
«La malnutrizione infantile grave ha raggiunto il 15 per cento dei bambini nel mese di agosto, dichiariamo quindi l’emergenza umanitaria. Il 33 per cento della popolazione infantile sta già presentando dei ritardi nella crescita. Questo danno, sia fisico sia mentale, li accompagnerà per tutta la vita, è irreversibile» ha spiegato Rafalli. Stando ai dati della Caritas, la mortalità materna tra il 2006 e il 2016 ha registrato un incremento annuo del 10 per cento, ma nell’ultimo anno è aumentata vertiginosamente del 65 per cento. Il 63 per cento degli ospedali pubblici non ha acqua potabile; il 51 per cento non dispone di letti per le operazioni; il 64 per cento non dispone di latte per i bambini.
L'Osservatore Romano, 27-28 ottobre 2017.