martedì 13 marzo 2018

Il presidente della Cei a Tv2000 per i 5 anni di pontificato di Francesco: “E’ un uomo evangelico e non politico. Un cristiano deve essere accogliente verso gli altri”.  “Il Papa ha avvicinato tante persone alla Chiesa. Quest’uomo ha un modo di comunicare e di esprimere la fede che affascina le persone. È chiaro che il demonio è il divisore e anche nella Chiesa se non si seguono i suggerimenti dello Spirito Santo si rischia di dividerci”. Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale italiana, il card. Gualtiero Bassetti, ai microfoni di Tv2000, in occasione dei 5 anni di pontificato di Papa Francesco.
“Francesco – ha proseguito il card. Bassetti - è veramente il Papa della tenerezza. E un episodio che mi ha riempito di tenerezza è stato durante il Sinodo della famiglia quando mi mise in tasca una busta senza dire nulla. Ero curioso di arrivare a Santa Marta per leggerla. E scherzando dissi ‘sicuramente non mi ha messo in tasca dei soldi, sarà qualcosa d’interessante’. Apro la busta e c’era la novena della rosa a Santa Teresa del Bambino Gesù. Poi quando ho rivisto il Papa mi disse: ‘Quella Santa è potente, quando hai bisogno fai la novena, chiedile una rosa cioè una grazia’. Questa è la spiritualità del Papa”.
Il presidente della Cei è poi tornato sulla lettera di Benedetto XVI: “E’ bellissima questa presa di posizione del Papa emerito. Perché mentre riporta sul giusto piedistallo Papa Francesco chiarisce anche quello che è stato il suo magistero. È una lettera chiarificatrice non solo verso Papa Francesco ma anche verso lui stesso che tutti accusano di essere un grande teologo poco pastorale. Ratzinger dice ‘io sono un teologo ma sono anche stato un pastore. Francesco ha un’  attitudine più pastorale di me ma anche lui è un grande teologo’. E proprio nei discorsi semplici si coglie la profondità di Francesco. Questo non toglie nulla alla sua preparazione e alla fedeltà al magistero”.
Il card. Bassetti ha infine affrontato un tema di stretta attualità come l’accoglienza ai migranti e ai bisognosi: “C’è un equivoco di fondo. Si vuol dare ai discorsi del Papa un significato politico, sociologico e moralistico. E allora ciascuno lo interpreta secondo le proprie ideologie. Ma il Papa è un uomo diretto, immediato, evangelico. Quando parla di accoglienza o di essere vicino al prossimo ha in mente la parabola del Samaritano. Il Papa non ha una visione politica e sociologica di questi fatti ma una dimensione evangelica. Un cristiano può essere solo che accogliente. Certamente bisogna trovare le forme giuste dell’accoglienza, nel rispetto di tutte quelle che sono le condizioni di chi deve essere accolto e accogliere. E i corridoi umanitari, che stiamo favorendo in tutti i modi, sono una forma rispettosissima”.